Nuda correva e percorreva questa lingua di terra cosparsa di ciottoli levigati e fili d’erba piegati dal vento che a sbuffi spirava dall’oceano.Le spume nate dall’incontro tra le onde e la scogliera mettevano nell’aria frizzantina della notte quella salsedine pungente che penetrava nelle ferite e nei tagli del cuore e della pelle. La luna immensa splendeva,immersa nella notte buia irradiando una luce rossastra che si stagliava nell’acqua raggiungendola e che pareva inseguire il suo movimento al pari di quei passi battenti dietro di lei.Nel suo bel corpo tinte rosso sangue apparivano a strisce e di coda saltavano via a gocce dense.La festa era finita nel castello di Velho e i due neosposi si apprestavano a percorrere quei settanta chilometri che li separavano dalla casetta davanti all’oceano vicino Peniche,la loro alcova prima del viaggio di nozze.La conversazione latitava;non avevano voglia di festeggiare.Lei due giorni prima gli aveva confessato di essere in dolce attesa e Diego non aveva risposto come avrebbe desiderato.Era stato strano arrivare a quel giorno di festa così; avevano attraversato un periodo di crisi,poi la complicazione del bambino.Non voleva salire all’altare senza dirglielo..che lo voleva,lui invece aveva esitato.La casetta defilata in questa porzione di natura era graziosa,non spaziosa ma arredata con gusto e accogliente;sembrava entrando di essere accolti affettuosamente in un abbraccio caldo.Diego si offrì di brindare al loro matrimonio con un sorso di Porto immerso nei flûte di cristallo con le loro iniziali che si erano portati.Non fu il migliore dei brindisi per intensità emotiva ma la situazione al momento andava presa così;Manuela sperava in un’improvvisa apertura di cuore del marito che non arrivava se non per questo sterile drink.Come arrivarono a questo punto?Si potrebbe spiegare il tutto con qualche strofa presa qua e là dallo spartito dei loro ultimo mesi “insieme”.
“Manu lo ami ancora?”chiese Anna la sua migliore amica.
“Non so,lo conosco da tanto,gli voglio bene,la passione e’ diminuita ma e’ normale con gli anni”.
“Ho visto con che occhi guardavi Ricardo al pub”.
“E cosa ci hai visto?”
“Sei andata con lui?”
“…”lacrime.
“Sei sicura di volerti sposare?”
“No,ma ti rendi conto?Non posso mandare…
…tutto all’aria”disse Diego. “Perché no?Se ci tieni a me puoi farlo” ribatté Penny.
“Invece no,ci conosciamo fin da piccoli è una vita che siamo insieme,le nostre famiglie si conoscono e vanno d’accordo”.
“Dimentichi la cosa fondamentale,l’amore…per me”.
“Non lo dimentico,ma non per questo tra noi deve finire Penny”.
“Non ti divido,te mato piuttosto.Come hai fatto ad innamorarti di lei?”
“L’ho conosciuta da adolescente e più che innamorato di lei ero …
…innamorata dell’amore”disse Manuela a Ricardo.
“Ovvio che ora non lo sei più”.
“Non credo di provare amore per lui ma affetto e gli ho promesso di sposarlo, anche se ora sono più confusa che mai”.
“Hai rapito il mio cuore e ti sposi?Non farlo Manuelita,scappa con me”
“Ci devo provare,non insistere Ricardo ti supplico…sto già così male”.
“Ma perché,perché?”
“Perché è ricca Penny”disse Diego”ed io non posso rinunciare al suo denaro”continuò Diego.
“Non rimane che una soluzione purtroppo amor”disse Penny.
Ma torniamo all’alcova,dopo il brindisi.Come immaginato da Diego Manuela si sentì male e dopo aver lottato contro il dolore chiusa in bagno,spossata e nuda cadde sul letto.L’idea era semplice quanto diabolica,dopo averla drogata l’avrebbero(il plurale d’obbligo riguardava Penny giunta nel frattempo a Peniche)portata sulla scogliera e “per caso” sarebbe caduta.Ma qualcosa non andò per il verso giusto;già perché Manuela non era drogata;alla vista e al tatto dei due che la sollevavano si destò,e dopo il primo imbarazzatissimo momento ne nacque una colluttazione.Armi non convenzionali la ferirono ma riuscì in qualche modo a uscire nuda,spaventata e dolorante fuori dalla casa e si mise a correre;verso la scogliera.Dalla casetta alla scogliera sono trecento metri,senso unico e strada senza via d’uscita;arrivata sul ciglio si fermò e girandosi se li vide dietro.La situazione si presentava ai suoi occhi spenti nitida e senza possibilità.Diego le si avvicinò a passi lenti,Penny rimase dietro,il tempo si dilatò in maniera indefinita.Una voce tagliò l’aria”Lasciala stare Diego o l’ammazzo”disse Ricardo puntando alla gola di penny il suo coltellino.Istintivamente Manuela fece quello che il suo inconscio’ le suggerì; spinse via il suo sposo,distratto e spaventato da quell’ombra apparsa dal nulla.Diego cadde giù dalla scarpata lasciando i tre spettatori sgomenti.La prima che si destò da questa istantanea fu Penny che liberatosi da Ricardo si scaglia contro Manuela,che vedendola arrivare si getta a terra di lato consegnando al suo ex-sposo la sua amante.”Ma che ci fai qui?”chiese Manuela in lacrime asciugate dal vento.”Al castello ti sei dimenticata il mio regalo, volevo dartelo,poi arrivato qui non osavo entrare,sono rimasto un po’ fuori a fumare fino a che non ho visto entrare una ragazza.Mi sono insospettito,poi ti ho visto uscire nuda inseguita da Diego e quella tizia lì “rispose come un fiume Ricardo ancora sbigottito dalla tragedia.”Mi voleva drogare il bastardo…uccidere…ha fatto la fine che meritava”.”Vieni qui Manu,abbracciami forte”disse Ricardo coprendola con la sua giacca.E in un abbraccio che sapeva d’infinito sotto questo nero cielo portoghese Manuela esclamò la strofa finale. “Nostro figlio in un colpo solo mi ha salvato la vita e si è ripreso suo padre”. Il vento placò.